Intervista della Rivista “Fruchthandel” con Paolo Pari, Direttore Marketing del consorzio Almaverde Bio sul mercato del biologico in Germania

Almaverde

1. Dunque, Almaverdebio esiste da circa otto anni: com’ é il bilancio di questi otto anni e quali sono i prossimi compiti che sentite piú urgenti?

L’impegno del Gruppo Apofruit sul versante delle produzioni ortofrutticole biologiche risale ai primi anni novanta e opera sul mercato con Canova srl, una società commerciale specializzata nel biologico che è licenziataria del marchio Almaverde Bio per il comparto frutta e verdura fresca.

Canova oggi può contare sul rapporto diretto con 800 aziende agricole biologiche italiane 4 piattaforme di lavorazione e spedizione del prodotto direttamente dalle aree di produzione.

Se consideriamo gli ultimi dieci anni di attività il bilancio è estremamente positivo. I 2007 chiude con 26.000 ton di prodotto commercializzato per un fatturato di oltre 40 milioni di euro di cui il 40% realizzato sul mercato estero.

In questi anni abbiamo passato tutte le fasi: la fase di crescita del marcato italiano e la fase di crescita del mercato internazionale in particolare il mercato tedesco.

Anche l’attività del prodotto a marchio Almaverde Bio è positiva: rappresenta oltre il 35% del fatturato di Canova ed è realizzato principalmente in Italia dove, grazie alla politica di marca sviluppata, Almaverde Bio è la prima brand del settore con un rivalente grado di notorietà presso i consumatori, e riteniamo che ci siano le condizioni per realizzare una strategia di marca anche in altri paesi europei.

2. Come si spiega il boom del mercato di prodotti biologici negli ultimi tre anni in Germania? Ne state approfittando in qualitá di fornitori italiani?

Secondo quelle che sono le indagini di mercato i mega trend sull’acquisto del prodotto biologico sono simili in tutti i paesi europei: sicurezza alimentare, salvaguardia della salute, salvaguardia dell’ambiente. Ma la crescita della domanda del mercato tedesco (così come quella di altri paesi europei) penso sia dovuta anche alla strategia messa in atto sul prodotto da parte di tutti i canali commerciali.

Come grandi produttori di prodotto biologico è chiaro che viviamo questo momento molto positivamente. La Germania è il Pese con il più alto consumo di ortofrutta italiana e questo ruolo lo mantiene anche per l’ortofrutta biologica.

3. Quali sono i vostri prodotti piú importanti? In che quantitá ecc?

Noi abbiamo una gamma completa di ortofrutta biologica, ma direi che i prodotti più importanti sono i prodotti “classici” della produzione italiana ad eccezione delle banane ovviamente.

4. Che ruolo hanno i vecchi clienti del bio di prima, i negozi specializzati, il classico commercio di prodotti alimentari ed i moderni supermercati Bio?

Penso che in un mercato dinamico sia fondamentale la differenziazione dell’offerta e la segmentazione del mercato per cui ogni format potrà trovare posizionamento e performance in funzione del livello di articolazione della domanda del prodotto biologico.

La nostra organizzazione è dimensionata per i canali moderni della distribuzione sia di tipo convenzionale che offrono anche il bio, sia quelli interamente specializzati sul bio

5. Come giudica l’ingresso dei discount nel mercato del Bio?

Positivamente. Se il prodotto è ben posizionato (e mi sembra che lo sia) non vedo il problema; si è allargata la fascia dei consumatori.

6. Esistono due qualitá di Bio?

Esiste la qualità. Anche per il prodotto biologico l’aspetto della qualità è fondamentale; ma va messo ben in evidenza che il processo produttivo dei prodotti biologici, soprattutto quello della frutta e verdura fresca, non può utilizzare i mezzi permessi nel sistema convenzionale e questo porta ad avere meno rese produttive e ad una certa variabilità dello standard qualitativo. Questo non vuole significare che va bene tutto purchè biologico, infatti la crescita del mercato è avvenuta perché è aumentata la professionalità dei produttori che producono bio con standard di qualità paragonabili al prodotto convenzionale.

7. Come si profila la vostra azienda rispetto alla concorrenza?

Posso dire che siamo sicuramente uno dei maggiori operatori di ortofrutta biologica

8. Secondo Lei i controlli ed i certificati sono abbastanza? Oppure c’é bisogno di un miglioramento per evitare problemi e scandali in futuro?

Il sistema del controllo è valido e funziona; anche se ha bisogno di maggiore snellezza sulla parte burocratica. Il resto lo devono fare gli operatori consapevoli che quello che si è faticosamente costruito può essere messo in discussione in un attimo.

9. Come giudica il progetto di legge europeo sulla etichettatura di prodotti geneticamente non modificati?

Non modificati?

Conosco quello sui prodotti geneticamente modificati che definisce la percentuale di inquinamento. Questo tema è materia di confronto fra gli stati membri della UE.

10. Uno sguardo al futuro: come vede il commercio di prodotti alimentari Bio tra 5 o 10 anni?

Penso che il prodotto bio nel mercato moderano debba ancora esprimere tutta la sua potenzialità; ma molto dipenderà dalle strategie e dall’impegno dei produttori e dei distributori

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