Congiuntura Germania: locomotiva in frenata

Gli attesi venti di crisi non si sono fatti aspettare e ieri é stato annunciato un dato che sará reso noto ufficialemnte la settimana prossima: il PIL tedesco ha accusato nel secondo trimestre una contrazione dell’1% su base annuale, dato molto superiore alle aspettative (-0,5%) ed a fronte di un primo trimestre davvero entusiasmante sembra che la locomotiva d’Europa sia davvero in affanno.

Il dato in realtá non deve stupire piú di tanto, sulla maggiore economia europea grava in modo particolare il caro greggio ed il conseguente rincaro delle altre materie prime ed il super euro, oltre alla forte contrazione delle economie dei principali mercati di sbocco, Stati Uniti in testa.

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Giá a luglio l’indice Ifo, che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi, aveva fatto registrare un netto peggioramento: dai 101,3 ai 97,5 punti (al minimo da tre anni) provocando un’immediato calo del valore dell’Euro. L’indice Gfk sulla fiducia dei consumatori tedeschi relativo ad agosto è crollato a 2,1, il livello più basso dall’anno della recessione del 2003. Dopo il calo della produzione industriale a maggio (-2,4%) le esportazioni, da sempre il principale punto di forza del dell’economia della Repubblica Federale hanno accusato una diminuzione del 3,2% rispetto al maggio del 2007 a fronte di una crescita dello 0,7% per le importazioni.

Tiene invece l’occupazione: a luglio il tasso di disoccupazione si é mantenuto sostanzialemnte stabile al 7,5%.

La robustezza dell’economia tedesca é messa dunque a dura prova dall’andamento della congiuntura internazionale in un quadro davvero sfavorevole, tuttavia alcune buone notizie sembrano arrivare all’orizzonte:
– Il petrolio sembra aver terminato la sua folle corsa al rialzo;
– Trichet ieri ha annunciato che a fronte della debole crescita in tutta l’area Euro ed all’allentamento delle spinte inflazionistiche non ritiene di dover ritoccare i tassi di interesse al rialzo, mentre la FED americana annuncia di voler dare prioritá alla lotta all’inflazione. Questo vuol dire che il valore dell’Euro sul Dollaro nel prossimo futuro scenderá, dando ossigeno alle esportazioni.
– La crisi dei subprime americani dovrebbe essere ormai superata;
– Le esportazioni tedesche si dirigono sempre di piú verso paesi in via di sviluppo ed anche esportatori di petrolio, che negli ultimi anni hanno registrato degli ingenti profitti.

Il contraccolpo insomma era inevitabile, ma é possibile che si tratti di un rallentamento momentaneo e che il fattore psicologico abbia pesato oltremodo sull’andamento dell’economia tedesca.

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